Bollettino del Cammino di Dante

OTTOBRE 2018, Attenzione chiude il Rifugio Forlì

Chiude il Rifugio Cai Città di Forlì, i gestori salutano: “Gestirlo è difficile. Ci trasferiamo sulle Prealpi venete”
A  inizio ottobre ha chiuso il Rifugio Cai Città di Forlì. Lo annunciano con un post pubblicato su Facebook gli ormai ex gestori Cristina Stucchi e Marco Nofri. La struttura si trova ai 1452 metri sui Prati della Burraia, nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Attraverso un breve percorso di non più di 10 minuti, all’interno di una faggeta, o seguendo il sentiero che dal Passo della Callaporta direttamente alla Burraia, si raggiunge a piedi il rifugio, dodato di 19 camere per un totale di 50 posti letto, ristorante ed una sala conferenze. “Ci siamo trasferiti in un nuovo e bellissimo rifugio sulle Prealpi venete, ad un tiro di schioppo dal Trentino – viene evidenziato -. Il nuovo rifugio è piccolo, caldo e di facile gestione e soprattutto vicino ad una strada sempre pulita d’inverno”.

Ma perchè chiudere la struttura? “Il Forlì è di difficile gestione d’inverno – spiegano Marco e Cristina -. Quest’anno è stato durissimo con la neve (si ricordi la valanga che ha bloccato per settimane il tratto più alto del Passo, ndr) e si sa l’anagrafe è impietosa, ogni anno si diventa più vecchi, più stanchi e senza incentivi e riconoscimenti sostanziali diventa difficilissimo gestire una struttura disagiata come location”.

Gli ex gestori evidenziano di aver “cercato per sei anni di dare un servizio agli amanti della montagna anche a costo di sacrifici enormi, nel cuore di uno dei posti più belli dell’Appennino e nel contempo incompreso dalle istituzioni. Quante cose belle e non impattanti si potevano fare nel Parco, quanto si poteva fare per agevolare i sempre più rari imprenditori che decidono di viverci e lavorarci. Abbiamo resistito sei anni e questo ci ha dato la possibilità di stabilire rapporti belli e speciali con quasi tutti voi, di conoscerci e, di tanti possiamo dire: quello è un amico vero”. Il rifugio intanto attende un nuovo gestore. Ed è forte il rischio che resti chiuso a lungo.

Domenica 17 giugno 2018.

E’ stato riaperto il percors0  CAI 409, ora è possibile proseguire lungo il solito itinerario del Cammino di Dante, si oltrepassa il ponte e si gira a destra (indicazioni Cammino di Dante e Cai 409)

 

Attenzione per chi arriva dall’Acquacheta e dopo aver passato la notte all’albergo Acquacheta a San Benedetto vuole proseguire lungo il cammino di Dante: Il sentiero 409 Cai comune al Cammino di Dante è stato chiuso temporaneamente per smottamenti del terreno che non lo rendono più sicuro al 100%. Se invece partite da San Benedetto in Alpe non ci sono problemi, si percorre il solito percorso fino all’Acquacheta, si prosegue verso il pian dei romiti in direzione Eremo dei Toschi

ATTENZIONE: prima di partire occorre prenotare 2/3 settimane prima, 2 mesi prima per luglio e Agosto in quanto i posti disponibili sono limitati e ci potrebbe essere il rischio di non trovare da dormire. Il nostro auspicio è che il nuovo governo italiano possa promulgare una normativa simile a quella che il governo spagnolo promulgò anni fa per Santiago di Compostela, in modo tale da agevolare i viandanti nel loro cammino lungo le orme del Sommo Poeta